bipolar psychosis
elliott sussurra l’esofago si accartoccia il ponte chiuso trema lo stomaco implode la voce rotta si denuda in pezzi le mani sussultano come le corte notti senza le mani fra i capelli e il tuo sguardo che non è tuo ma sei tu rimane come un’aurea luminosa accecante come dopo che si è fissata una lampadina per troppo tempo come un marchio a fuoco brucia retina come un tatuaggio indelebile di quelli che non mi chiedi e che ho il terrore che vengano cancellati prima che vengano fissati, cosa c’è di più personale della carne e del sangue e delle cicatrici dico io, cosa c’è, il filo invisibile di me lumaca che striscia verso la sua conchiglia, l’immodificabile PH della pelle, il gruppo sanguigno, la genetica che fotte ogni etica, l’inchiostro infuocato della chimica, il magnetismo di ogni involucro che si scioglie sotto il calore prepotente del suo nucleo. se mi manchi quando manchi è perchè manchi ma non manchi. mai
